02/09/2011

Più autorità agli insegnanti

Stamattina ho letto un articolo sul giornale inglese "The Guardian" che parla di un progetto in Inghilterra, che mira a riconferire "autorità" agli insegnanti.

Naturalmente si tratta di un modello specifico e la particolare novità sta nel fatto che tutto il personale docente proviene dal corpo militare. Si sottolinea che non è in primo piano la punizione fisica o altri rimedi radicali, ma di trasmettere ai ragazzi l'importanza di certi valori che aiutano poi a trovare la via nella propria vita senza capitare fuori strada, cadendo nella criminalità o altro.

Certo, nell'articolo si parla di un particolare tipo di scuola. Ma mi hanno colpito alcune affermazioni sul ruolo del docente oggi che - secondo me - vale anche qui in Italia. Spesso si imbocca la via del bonismo, i genitori che arrivano in scuola con l'avvocato se il figlio viene bocciato ecc. ecc.

Che ruolo ha l'insegnante nella scuola di oggi? Cosa pensano i ragazzi realmente dei propri insegnanti e del sistema scolastico? Si dovrebbe tornare e un pò più di rigore?

Per visionare l'articolo in lingua inglese, cliccare QUI .

01/08/2011

L'omino del semaforo compie 50 anni!!! :)

The red and green man of the crosswalk has now grown up and he celebrates his 50th birthday in 2011. He has been around for generations in Germany and all around the world, and we can no longer imagine the streets without him. His signal ensures our road safety.

The history of the well-loved crosswalk began in East Berlin in 1961 when traffic psychologist Karl Peglau was given the task of having thoughts about road safety. The population's increasing mobilization was resulting in an increasing number of accidents and it was time to modernize the traffic system. While there were traffic regulations, the existing traffic lights only took account of car traffic. Peglau went a step further and became the first person to design pedestrian crossing lights using a combination of colors and shapes. He used signal red to ensure that it would be noticed by passersby. A distinctive green was the ideal color to complement this warning color. He was not satisfied with using only colors, but combined them with attractive shapes. Combining figures in changing colors particularly appealed to children, thus helping to ensure greater road safety. The red man / green man was born!

The traffic light man spread quickly

 Ampelfrau and Ampelmann (Cologne) (© dpa - Report) The first crosswalks were set up at the Unter den Linden/Friedrichstrasse junction in East Berlin in 1969. Three years later, they were to be found throughout the whole of the former German Democratic Republic (GDR). The new signal was easy to understand for all and the cute character soon gained wide popularity. The traffic light man soon became a fixed part of East German traffic culture. His fame spread fast and he made it onto East German television. As a cartoon character, the traffic light man helped to train children in road safety in more than 80 episodes of Sandmännchen (Little Sandman, a German children's bedtime television program). While the East Germans became very fond of the little man in the hat over the years, he was rejected by decision-makers in the West following the political turnaround after 1989 (and German unification in 1990).

After the fall of the Berlin Wall – the East German traffic light man faces phase-out

The reunification of East and West Germany was to the disadvantage of the East German traffic light man, who had meanwhile come of age. While still popular, he soon fell victim to West German pressure to modernise. A 1990 regulation aimed to replace him with the West German or European standard traffic light man. But massive popular protest was soon voiced. The "Committee to Save the Ampelmännchen" aimed to prevent anything worse from happening. Tough wrangling between his supporters and opponents began.

Yet the original has undeniable advantages. His broad physique in comparison with his slim West German rival and his distinctive hat serve the useful purpose of having a larger illuminated area. The fact that he is illuminated over a larger area makes his competitor seem pale in comparison. The East German Ampelmännchen was thus given basic legitimisation in the Guidelines for Signal Systems, enabling a bit of GDR culture to be saved. After the fall of the Berlin Wall, the European traffic light man became well integrated in the five new Federal Länder - the federal states that joined a united Germany in 1990 - but most traffic ministries in these states recommended giving preference to the use of the East German Ampelmännchen.


Per vedere l'articolo originale con foto, cliccare QUI

22/05/2011

Raccolta di scene dalla vita scolastica/universitaria

La settimana scorsa è stata piena di scene in un certo senso irreali e non posso fare a meno di riportarle nel mio blog. Non solo per segnalare una situazione di sbando dei nostri ragazzi (che molti di voi conoscono già), ma anche per rifletterci ed elaborare quest'esperienza, nella speranza di trovare una soluzione per migliorare la mia attività da insegnante.

Scena 1: ora di conversazione (scuola pubblica)

In una classe sta diminuendo la partecipazione attiva dei ragazzi alla conversazione. Allora, l'insegnante cosa fa? Tenta approcci diversi, recupera materiale di possibile interesse per i giovani etc. NIENTE!

E allora si chiede del perché della scarsa partecipazione. Risposta: "Professorè, ma se non sappiamo i vocaboli, come facciamo a parlare?" Bene, per l'insegnante un punto di partenza. Allora si propone di fare una lista di argomenti di cui piacerebbe parlare, si fa una votazione, si crea una specie di glossario relativo all'argomento scelto facendo notare che con queste parole alla mano si cercherà di conversare nella prossima ora.

All'ora successiva si fa una breve verifica orale chiedendo: "come si dice.....in tedesco?" Risultato: indignazione da parte dei ragazzi che - chiaramente - non avevano toccato gli appunti con le parole della lezione precedente. Risposte: "Eh... ma noi non sapevamo che dovevamo studiarli..../ Eh professorè, abbiamo così tanto da studiare che non abbiamo avuto il tempo di rivedere i vocaboli..." ecc. ecc.

Spunto di riflessione/conclusione: ma cosa si aspettano i ragazzi di oggi - che il sapere salti nella loro mente senza alcuno sforzo? Hanno bisogno di istruzioni dettagliate sul da farsi della serie "adesso facciamo una raccolta di vocaboli; questi vocaboli li dovete ripassare e imparare; con le parole imparate faremo una conversazione la prossima volta"....?

 

Scena 2: esame di inglese base (ente privato)

Primo quesito (scritto): "coniuga il verbo avere nella forma affermativa, negativa, interrogativa e riporta le risposte brevi"; risposta: "I have - you are - he is/she is/it has - we have - you are - they are"

Secondo quesito (scritto): "illustra il present simple nella forma affermativa, negativa, interrogativa e riporta le risposte brevi. Spiega quando si usa questo tempo"; risposta: "la forma affermativa si usa per fare un'affermazione, la forma negativa si usa per fare una negazione, la forma interrogativa si usa per fare una domanda".

Non sto a descrivere altre scene simili, se non peggiori.

Parlando con dei colleghi ti senti dire: "Questa è la realtà ormai. Io conosco degli insegnanti nella scuola pubblica che sono scoraggiati, demotivati. Poi si arriva alla maturità a queste condizioni, con voti "diplomatici". E i ragazzi sono convinti che conoscono la materia".

Spunto di riflessione/conclusione: ma la situazione alla scuola pubblica è così grave? Veramente è tutta colpa degli insegnanti che lavorano solo per lo stipendio? Stento a crederci. Secondo me, si dovrebbe fare l'insegnante per vocazione. E anche se ci sono delle difficoltà, si dovrebbe cercare di fare la propria professione al meglio e... insegnare. Soprattutto se si è di ruolo e si lavora con la tranquillità di sapere che il prossimo anno continuerà, all'opposto di chi non sa come continuerà il prossimo anno dopo la scadenza del contratto al 30 Giugno (come me, ad esempio).

Certo, un altro aspetto negativo che esula dall'impegno dei singoli insegnanti è l'instabilità nell'assegnazione delle cattedre. Può capitare che una classe cambi ogni anno l'insegnante di una materia. E' chiaro che così si rende difficile l'apprendimento dei ragazzi e l'insegnamento degli insegnanti, anche se tutti ci mettono il massimo impegno. Perché in Italia non è possibile dare la precedenza alla continuità didattica?